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dignità, lavoro, uguaglianza: intervista a Massimo Comunale! Roma 25 ottobre 2014

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15 Commenti a “dignità, lavoro, uguaglianza: intervista a Massimo Comunale! Roma 25 ottobre 2014”

  1. Alberto scrive:

    Condivido subito :)

  2. Stefano scrive:

    Vuoi un commento, al modo di Renzi?

    MI PIACE (ovviamente la tua intervista)

  3. Sara Balbi Settino scrive:

    Compagni di Manifestazione..
    Complimenti a Massimo Comunale per le sue parole!!

  4. Michele scrive:

    BRAVO MASSIMO, l’ho ascoltata tre volte tanto mi è piaciuta, avrei voluto essere al tuo fianco per applaudirti. Al prossimo sciopero generale voglio venire con te. Fammi sapere se partecipi. Un abbraccio

  5. Simonetta scrive:

    sei bellissimo !!!!!!!!!!!!!

  6. Stefano scrive:

    E bravo Massimo, non sono in sintonia completa con quello che hai detto (ma d’altronde lo sai), però penso anch’io che governando così andiamo poco lontano (le riforme, quelle vere, si presentano con i progetti, altrimenti sono aria fritta se non peggio).
    Un abbraccio.

  7. Gianni scrive:

    Caro Max ti ho visto e sentito. Mi piacerebbe pensare che quel popolo che tu dici di essere l’espressione migliore di questo paese poi dimentichi puntualmente come votare. Tu sei una roba diversa e rara. Quel popolo però non lo capisco più perché qualcuno a Renzi avrà dato il voto.
    Un caro abbraccio

  8. giordivi1 scrive:

    Bella intervista.

    Complimenti.

  9. giordivi1 scrive:

    Complimenti.

  10. karlopajan scrive:

    Ottimo Max!

  11. Lorena scrive:

    Bravo massimo complimenti come sempre per la testimonianza!

  12. antonella scrive:

    massimo io l’ho visto la mattina presto e l’ ho subito condiviso su facebook e ti ho scritto che siamo orgoglisi di averti come amico e compagno.
    un bacione

  13. Renato scrive:

    Grazie. non ero a Roma, ma le tue parole mi hanno rappresentato (ormai son solo un ex-militante). Ora speriamo che la lista Altra emilia romagna ce la faccia, anche se c’è chi vuole che fallisca per poter dire, in vista delle prossime politiche (in primavera, dopo legge elettorale?), che BISOGNA FARE ACCORDO COL PD (è quello che mi sono sentito dire da un compagno di “essere comunisti”, dirigente del prc della Lombardia, mentre ero in visita alle tombe dei miei cari al paesello dove sono vissuto 60 anni: ” Dopo la brutta fine della lista a Reggio Calabria, ci sarà quello dell’Emilia eforse si capirà che oggi bisogna fare accordi col pd o col diavolo pur di esistere”).
    Grazie ancora e tanti saluti

  14. Lino scrive:

    Caro Massimo,
    Ho visto la tua bella intervista romana nella quale esponi con il tuo linguaggio sempre scorrevole, chiaro, devo dire in questa occasione soprattutto verso la fine dell’intervista anche allegro, le motivazioni di quella manifestazione contro le iniziative dell’attuale governo, ti ho ascoltato volentieri.
    Mi scuserai se non ti rispondo in modo diretto, se la prendo un’po’ alla larga ma mi preme sviluppare un ragionamento.
    Tu sai come me che la politica è mediazione, parlare di principi irrinunciabili è spesso fuorviante perché in politica spesso non si tratta dei principi ma di come gli stessi, nel contesto dato, risultino applicabili.
    I principi sono irrinunciabili sempre, altrimenti non sarebbero nemmeno principi.!
    Questo differenzia un partito dall’altro; i principi di riferimento possono anche essere simili ma le modalità, le soluzioni, I tempi e le priorità sono quello che fa la differenza.
    Perciò è inutile stracciarsi le vesti; le questioni fondamentali sul tappeto oggi in Italia sono il lavoro, la cui mancanza toglie dignità alla giornata di tante persone, la corruzione che pervade tutto il corpo sociale sia pubblico che privato, la criminalità organizzata che tiene la popolazione di una parte del paese sotto un tallone spietato di prevaricazione e violenza ed i cui frutti, una enorme quantità di denaro, si è riversata nell’economia e nella finanza di tutto il nostro paese corrodendone gli ingranaggi.
    È da questa enorme quantità di denaro che si alimenta la corruzione di ogni ordine e grado, che viene inquinata anche l’amministrazione della giustizia la quale determina a sua volta la mancanza di certezza del diritto.
    L’elenco potrebbe essere molto lungo ma mi fermo per approfondirlo un po’, sull’ultimo punto; quello della lotta, io dico della distruzione della criminalità nella sua forma organizzata.
    Questa è per me la madre di tutte le battaglie.
    Sappiamo tutti che non esiste una società priva della violenza ma la forma che essa ha assunto in Italia è abnorme, un tumore profondo senza estirpare il quale nessuna azione assume efficacia.
    Se non si cura con una chemioterapia questo male l’organismo non può guarire; è come se io prendessi degli antibiotici, degli antidolorifici, degli antidepressivi ma se serve la chemio il mio male non lo curo.
    Ed allora perché non riusciamo a convergere, persone anche di schieramenti diversi, su pochi punti essenziali , meglio ancora perché la sinistra ha al suo interno come elemento strutturale la presunta difesa dei valori irrinunciabili che determina che nelle situazioni critiche sempre si divide; qualcuno non si sente più rappresentato, ci si rifiuta di valutare prioritaria l’assunzione di una comune identità all’interno della quale stare manifestando un proprio dissenso ma convergendo su obiettivi condivisi.
    Nella sinistra sembra sempre di essere figli di nessuno!
    E basta con le scomuniche! E basta anche con i toni altisonanti, occorre ragionare, ascoltare le ragioni degli altri ma, alla fine, applicare le regole della democrazia.
    Cos’è questo argomento alla Beppe Grillo che dice che l’attuale governo non è stato eletto dal popolo? In Italia la costituzione non prevede che il governo sia eletto dal popolo ma votato dal parlamento, così come il capo dello Stato. Sia detto per inciso ma la legge 300, lo statuto dei lavoratori, porta la firma come ministro del lavoro del democristiano Carlo Donat Cattin; il mondo non è diviso in buoni e cattivi e noi stiamo sempre dalla parte dei buoni; non è cosi!
    Non voglio però scendere in questo tipo di polemica; ne abbiamo già parlato più volte, io penso che dobbiamo organizzarci per combattere una guerra di liberazione dalla mafia così come è stata combattuta la guerra di liberazione dal fascismo; vinciamo questa battaglia tutti insieme e poi potremo tornare a dividerci, possibilmente con più rispetto reciproco di quello attualmente praticato.
    A questo proposito preciso che ho fatto questa analogia solo per le persone della mia generazione ma mi rendo conto che richiamare avvenimenti così distanti nel tempo, come anche richiamare persone politiche che per noi sono state fondamentali ma ormai scomparse da tempo, possa rappresentare per i giovani che si stanno avvicinando alla politica, e a Guastalla sono tanti, un elemento di confusione.
    Non mi sento assolutamente in diritto di chiedere a loro di vivere voltati indietro ma di restare aperti e impegnati a costruire il futuro.
    Nessuna pretesa di aver parlato con completezza; solamente esprimere un commento e un gesto di amicizia.

  15. DANIELA G. scrive:

    E VAIIIIIIIIIIIIIII !!!!! PAROLE SANTE !!!

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